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Mercati efficienti e bolle speculative: cicli economici, finanza e psicologia

L’uso delle medie mobili

Per diagnosticare la presenza di un tendenza di fondo, si fa molto ricorso in analisi tecnica a medie mobili su intervalli diversi, le quali proprio per essere direttamente interrelate con l’arco di tempo scelto, forniscono informazioni importanti sulla presenza di livelli ricorrenti o significativi, che combinati con il prezzo danno luogo a segnali di acquisto o di vendita.

Se la linea dei prezzi supera infatti la media del periodo di riferimento ci sarà un segnale di acquisto e viceversa, anche se questo sistema funziona solo in periodi di trend definiti, o non orizzontali, visto che in quest’ultimo caso la continua intersezione tra media e prezzo condurrebbe ad una perdita per eccessivi costi di transazione. Proprio per riuscire a separare i segnali dal white noise che essi inevitabilmente incorporano, sono stati sviluppati strumenti di filtraggio come le medie mobili.

Queste vengono assunte con differenti archi di tempo inserendo in ogni osservazione un elemento nuovo, e togliendo il più vecchio, per tenere aggiornato il valore. L’utilizzo di intervalli più brevi è conveniente nelle fasi di mercato orizzontale, in cui si deve fare attenzione a segnali più deboli, mentre in periodi di trend netti si utilizzano medie con un maggiore range. Ovviamente tanto più l’intervallo considerato è grande tanto più si otterrà una linea smussata e ritardata, la quale offre informazioni interessanti proprio se comparata alla linea dei prezzi. Sebbene la media mobile semplice (MMS) sia molto usata, è stata affiancata successivamente dalla media ponderata (MMP) e dalla media esponenziale (MME). La media mobile semplice a n giorni, ha la seguente forma:

(9.9.1)

come si può vedere con questa media ogni elemento della serie ha lo stesso peso (1/n) e dunque viene attribuita la stessa importanza ad elementi nuovi e vecchi. Questo tipo di inconveniente si può superare con l’uso della media mobile ponderata.

(9.9.2)

in questo caso compare W come fattore di ponderazione, in grado di assegnare un maggiore peso all’informazione più recente, anche se permane il rischio di perdita istantanea di informazione meno recente. Nelle medie esponenziali, vengono assegnati pesi più alti ai prezzi più recenti mantenendo comunque un peso consistente per i dati passati.

(9.9.3)

Dove il fattore di ponderazione W è compreso tra zero e uno, in modo da attenuare progressivamente l’effetto senza mai annullarlo. Questo tipo di media genera le curve meno ritardate rispetto ai prezzi, fornendo tuttavia importanti informazioni di anticipazione. Un considerevole passo avanti è stato compiuto con l’introduzione di un nuovo tipo di media mobile in grado di adattare la propria reattività in funzione della volatilità della serie di prezzi cui è applicata.

Il concetto di fondo alla base dei risultati ottenuti dallo studioso ideatore, Tushar Chande, consiste nel vedere il fattore di ponderazione come specchio della variabilità dei dati sottostanti: maggiore è la variabilità dei dati, tanto maggiore sarà il fattore di ponderazione.

Supporti e resistenze

In analisi tecnica si studiano i grafici, e da questi è spesso evidente (e con l’aumentare degli investitori che si affidano a questi metodi sarà sempre più evidente) che i prezzi dei titoli, raggiungendo un certo valore, tendono a stabilizzarsi prima di cambiare direzione o proseguire. Quelle che popolarmente sono conosciute come soglie psicologiche (ma che di solito si riferiscono al più a determinati livelli arrotondati degli indici ) in questo campo si riscontrano abitualmente nei grafici di qualunque titolo, e prendono il nome di supporti e resistenze.

In particolare si definisce supporto quel livello di prezzo al quale il grafico si stabilizza per poi rimbalzare o sfondare verso il basso, un livello che appunto tende a sostenere il prezzo del titolo. Al contrario una linea di resistenza, è quella che fa da tetto impedendone un normale attraversamento, o provocandone una stabilizzazione o una ricaduta. La rottura verso il basso di un supporto da luogo ad un segnale di vendita mentre la rottura verso l’alto di una resistenza offre un segnale di acquisto. La forza di un segnale di acquisto o di vendita è legato alla decisione con cui la barriera viene superata. Oltretutto il segnale è in generale tanto più forte quante più volte il livello dei prezzi era giunto in prossimità di una determinata soglia senza oltrepassarla, e quindi tanto più quel supporto o quella resistenza erano “testati”.

L’analisi tecnica non è una scienza esatta, anzi, probabilmente lo scoppio dell’ ultima bolla è stata la più significativa evidenza empirica della dubbia capacità previsionale di questo metodo. Tuttavia essa offre un importante spunto di riflessione sulla sindacabilità della teoria del mercato efficiente. Ciò su cui bisogna soffermarsi, sono ancora una volta le variabili psicologiche ed emozionali che sempre di più danno colore alle valutazioni del mercato. Il concetto di soglia psicologica, di per sé, anche se in modo discontinuo, sembra spiegare alcuni comportamenti dei prezzi.

Per quanto riguarda la prevedibilità del mercato, il contributo dell’analisi tecnica non poggia su basi solide, ma come è facile immaginare, laddove il numero di persone che vi fanno riferimento aumentasse a sufficienza, ci troveremmo ad assistere ad una vera e propria autofulfilling prophecy, anche se storicamente parlando il mercato tende a smentire tali minacce, almeno nel lungo periodo.

Marco Primavera

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