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Analisi delle strategie di investimento attraverso il "sentiment" dei mercati finanziari

INTRODUZIONE : “Le origini della borsa e dell’attività speculativa”

CAPITOLO I :Le crisi finanziarie e l’irrazionalità degli investitori

Il crollo in Olanda del 1636

La South Sea Company

Il crollo di Wall Street del 1929

Il crollo del 1987

L'Euforia del 2000 e la bolla di internet

Il caso Tiscali

11 Settembre 2001

CAPITOLO II : La teoria Random walk, l’efficienza dei mercati e i limiti della teoria economica

La teoria “random walk”

La teoria dei mercati efficienti

Il caso del long term capital management (ltcm)

CAPITOLO III : “Analisi fondamentale e tecnica”

L'analisi fondamentale

L'analisi tecnica

CAPITOLO IV : “Un approccio complementare: l’analisi comportamentale e il sentiment finanziario”

Behavioural finance (finanza comportamentale)

Gli studi di daniel kahneman

Herding behavior (il comportamento del gregge)

Il sentiment e la sua analisi

Il barometro del sentiment

CAPITOLO V : “Il sentiment e l’analisi delle sue componenti”

Analisi della partecipazione

Analisi dello spessore del mercato

Analisi dei mass-media

Analisi dei sondaggi (risparmiatori, traders, investitori istituzionali)

Analisi della forza relativa

Alcuni indicatori

Conclusioni

CAPITOLO VI : “Conclusione : ogni ciclo ha la sua fase”

Analisi delle strategie di investimento attraverso il "sentiment" dei mercati finanziari

Il caso Tiscali

In questo panorama si colloca il caso di Tiscali: questa fu la prima azienda innovativa nel settore di internet in Italia, ed ebbe un successo davvero travolgente. Rappresentava la nuova frontiera delle comunicazioni, attiva nei servizi web e nella telefonia fissa, si presentava come un nuovo colosso delle telecomunicazione da contrapporre a Telecom. Così, ancora una volta, si crearono grandi aspettative attorno all'azienda, con grandi possibilità di sviluppo per il futuro. Tiscali incarnava la classica società della “New Economy”. Il 27\10\1999 il titolo Tiscali fa il suo ingresso sul mercato azionario con un prezzo che si aggirava indicativamente attorno ai 46€ ad azione. Questa notizia era attesa con ansia dagli investitori, che aspettavano da giorni quello che veniva definito il collocamento del decennio: in questo periodo molti partecipavano a tutti i collocamenti di nuove società, sicuri di un rapido incremento dei prezzi in poco tempo.


E in effetti fu così, dal primo giorno di contrattazione è subito evidente l'interesse degli investitori, che “rastrellano” il titolo: quello stesso giorno la quotazione è di 46 € in apertura e di 73€ alla chiusura del mercato, aumentando del 60% il suo valore. Nei giorni successivi il titolo continuò a crescere velocemente, venendo in alcuni casi sospeso per eccesso di rialzo (le sospensioni per eccesso di rialzo erano una cosa assolutamente normale in quel periodo: a volte capitava di vedere la quasi totalità dei titoli del nuovo mercato o del Numtel sospese per eccesso di rialzo. Bei tempi!). Così Tiscali iniziò a quotare fin dai primi giorni di novembre 87€ ad azione; verso metà mese il titolo venne sospeso di nuovo per poi riprendere le quotazioni il 19\11\1999 raggiungendo quota 157,5€ ad azione. A fine mese la società informa gli investitori che gli abbonati hanno raggiunto quota 710 mila e crescevano di 32 mila ogni settimana. Questi dati erano attesi con impazienza dal mercato: i nuovi abbonati erano un indice di crescita importante.

Così la società godeva di un notevole sviluppo, gli investitori caddero in una situazione di euforia, dettata anche dalle notizie che arrivavano. Il titolo continuò a salire in modo spropositato per tutto il mese di dicembre e passò dai 185€ di inizio mese ai 400€ del 27\12\99. La salita non accennò a placarsi e in poco più di un mese le quotazione erano più che raddoppiate: l'8 febbraio erano arrivate a 875€ ad azione; in questa stessa data il presidente di Tiscali Renato Soru dichiarò che le azioni erano, nonostante tutto, ancora sottovalutate ed erano destinate a salire, si era vicini al massimo storico. E infatti il mese di febbraio si chiude con la quotazione di 951€. Fu il mese di marzo che segnò una data importante: il 06\03\2000 il titolo raggiunge quota 1197€ un massimo assoluto.

Il titolo era passato dai 46 € di ottobre ai 1197€ di marzo, un aumento del 2500% in poco più di 5 mesi dalla sua entrata in borsa, cifre pazzesche: gli investitori erano impazziti ed euforici per i grandi guadagni finalizzati in pochi mesi. In effetti chi avesse venduto in quel momento avrebbe fatto davvero grandi affari, ma nessuno si sbarazzò del titolo, convinti che la salita non si sarebbe mai fermata (ma si sbagliavano). Tiscali raggiunse il suo massimo, e allo stesso tempo inizia la fase di calo delle quotazioni, che colse tutti gli investitori di sorpresa. Da li a poco il titolo inizio a perdere repentinamente tutto il suo valore, alla fine di marzo era già tornato a 575€ per arrivare alla fine di maggio con le azioni che erano arrivate a 40€. Da un massimo di 1197€ a 40€ in poco più di 50 giorni. La discesa fu improvvisa e veloce quanto la crescita: gli investitori che comprarono durante la fase crescente del titolo, furono poi incapaci di vendere quando vedevano tale discesa, sperando che fosse solo una situazione momentanea e che presto il titolo sarebbe salito di nuovo, si continuò a credere in Tiscali. Ma non fu così, anzi il tiolo da 40€ scese a 30€ e poi a 15€.

Nel settembre 2004 il titolo quotava poco più di 2€. Ad oggi Tiscali vale poco meno di 1,5€.

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Il caso Tiscali ci racconta un'altra situazione in cui la massa si era mossa verso una direzione, pompata dalle notizie, dal nuovo business e dalla promessa di guadagno sicuro, ma le cui aspettative sono state deluse di nuovo.

Mirko Cavallaro

 

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