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Le frodi nell'ambito degli Edge Funds

1. Gli Edge Fund: Evoluzione Storica

2. Caratteristiche strutturali degli Hedge funds

3. Le frodi nel settore degli Hedge funds: aspetti introduttivi

4 le frodi più frequenti: copertura delle perdite di gestione

5. Gli altri tipi di illecito

6. Riflessioni quantitative sulle frodi

7. Le Frodi in Italia: il caso comune di Milano

8. I possibili interventi a riduzione degli illeciti

9. Conclusioni

Bibbliografia e Sitografia

Le frodi nell'ambito degli Edge Fund

4.1.3 Assenza di rating specifici

Avendo definito un insieme di possibili cause per cui i fondi Hedge possono fallire, partendo dalla due diligence e definendo anche i possibili ambiti di instabilità, un ulteriore ragione del fallimento di questi strumenti finanziari può essere ricercata nella mancanza di un sistema di assegnazione del rating per quegli Hedge Fund che adottano una strategia di credito.

Nel corso degli anni, non è mai stata percepita la necessità di disporre di rating specifici per questi particolari fondi: essi non erano emettitori di titoli di debito e i loro patrimoni non erano stati acquisiti ma depositati dai vari soci. Tuttavia, data la grande quantità di denaro che essi gestiscono, la loro grande riservatezza vigente nello svolgimento delle diverse attività, il potere gestorio appartenente a pochi soggetti, l’assenza di share prices e la mancanza di documenti informativi di dominio pubblico, il calcolo di alcuni indici in grado di certificare le probabilità di perdita e lo “stato di salute” del fondo potrebbero risultare particolarmente utili per la comunità degli investitori.

Una seconda motivazione legata al crescente interesse per gli Hedge Funds che perseguono strategie creditizie è la crescente domanda di assicurazione dei rischi legati a questi strumenti finanziari: alcuni fondi hanno sottoscritto dei contratti di copertura contro i cosiddetti “rogue traders”23 e non è detto che in poco tempo non vengano definiti appositi contratti di protezione contro attività legate al fallimento dei fondi per molteplici cause. Questo elemento consentirebbe di limitare le esigenze di una corretta due diligence, riducendo l’esposizione al rischio di questi particolari strumenti finanziari e la mole di lavoro degli analisti operanti nel settore della “diligenza richiesta” e conseguentemente anche i costi e i tempi di elaborazione di questa. Prendendo in considerazione un campione di 10000 fondi, il numero di questi in cui gli investitori potrebbero richiedere una corretta due diligence è di circa un centinaio, un processo che andrebbe ripetuto una o più volte durante l’anno. Se un analista potesse ipoteticamente essere in grado di valutare la corretta due diligence di cinque fondi a settimana, riuscirebbe ad analizzare correttamente 15 fondi al mese e circa 150 all’anno. Se ogni fondo fosse inoltre analizzato due volte l’anno, il numero si ridurrebbe a 75. Questa semplice analisi mostra come l’attività di “diligenza” riesca a coprire solamente il 10% circa dell’universo degli Hedge funds durante l’anno e dovrebbe essere moltiplicata per venti volte per riuscire ad essere particolarmente esaustiva e fornire una completa visuale del settore di questi fondi. Ciò non risolve comunque il problema degli investitori che richiedono una corretta valutazione anche su quelli strumenti finanziari non inclusi in questa esigua percentuale. Sarebbe dunque necessario richiedere un incremento del numero degli analisti, con il conseguente incremento delle spese per pagare le retribuzioni di questi. Per queste ragioni, la presenza di contratti assicurativi che riducano le analisi di due diligence sono ben accetti.

La definizione di Hedge Fund perseguente una strategia di credito era legata al fatto che se un’insufficienza di cassa poteva essere la causa primaria del fallimento del fondo, la necessità di coprirsi da questa possibilità apportando liquidità poteva generare una nuova tipologia di istituto finanziario. La chiave di tutto ciò sarebbe una corretta combinazione tra i cash flow generati dal fondo e le sue performance, che potrebbe consentire di ottenere una visuale più ampia sulla gestione del fondo rispetto alla mera valutazione delle performance.


[23] Il termine “rogue traders” è una parola utilizzata per identificare i traders stessi che agiscono sul mercato utilizzando qualunque mezzo, lecito o illecito, per raggiungere il risultato voluto. Il termine è stato coniato nel 1999 successivamente all’uscita del film tratto dal romanzo di Nick Leeson “Rogue Trader: How I brought down Barings Bank and shook the financial world” che racconta il collasso dell’istituto bancario multinazionale britannico Barings Bank proprio in seguito all’attività svolta da questi soggetti. (Fonte: Wikipedia)

Sansoldo Fabrizio

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