CHANGE LANGUAGE | Home > Doc > La realta' inventata... > L'ipotesi di Everett-Wheeler

La realtà inventata...non dalla psicologia ma dalla. fisica!

l'esperimento della Oak School

Eredità psichica

La relazione fra l'anima e la coscienza

Lucian Cordaro e J.R. Ison

Trasmissione psichica di informazioni

Margins of Reality

La non localizzazione

Il Teorema di Bell e la Meccanica quantistica

Dimostrazione del Teorema di Bell

Modelli della realtà in sintonia con il Teorema di Bell

La visione popolare della mente

L'esperimento Erwin Schródinger

L'ipotesi di Everett-Wheeler

Eugene Wigner

Conclusioni sull' esperimento Schródinger

I teoremi di Kurt Godel e Einstein

Lo spazio quadridimensionale

La Teoria della Relatività Generale

Concezioni anticonvenzionali

Henry Margenau, Werner Heisenberg e David Bohm

Scienza e coscienza

La Mente Universale

Gli Ologrammi di Dennis Gabor

La forma: da dove proviene?

Rupert Sheldrake: Una nuova scienza della vita

Plasmati da campi morfogeni

Creatività del processo evolutivo

Gli esperimenti di William Mc Dougall

Conclusioni

La realtà inventata...non dalla psicologia ma dalla. fisica!

L'ipotesi di Everett-Wheeler

Un'ipotesi nota con il nome di Everett-Wheeler (dai suoi promotori, Hugh Everett e John Wheleer) postula che tutti i possibili esiti di un processo (nel caso del gatto di Schródinger, le due possibilità - "gatto morto", "gatto vivo") si verifichino effettivamente da qualche parte. Nel nostro universo verrà osservato solo un risultato (ad esempio "gatto vivo"), ma in un universo parallelo, sarà registrato quello opposto - "gatto morto".
Ciò significherebbe che ogni qualvolta accade qualcosa, ci sono almeno due alternative, che si verificano in universi totalmente separati e sono registrate da osservatori che non potranno mai incontrarsi.

Inoltre - dall'alba dei tempi e al passaggio di ogni secondo - il numero dei possibili «futuri» è cresciuto vertiginosamente e sta tuttora aumentando avvicinandosi a una varietà pressoché infinita di possibili esiti.
Questa idea viene considerata seriamente da alcuni membri della comunità scientifica. E' stata argomento di diversi articoli e ha a sua volta rappresentato la base di altre ipotesi, ancora più contorte. Tuttavia, è assolutamente impossibile verificarla e probabilmente non sarà mai confermata.

Paradossalmente, uno dei suoi due ideatori, l'eminente fisico John Wheeler, ha attaccato i parapsicologi, dichiarando che la comunità scientifica dovrebbe buttar fuori «i tipi troppo eccentrici dal teatro della scienza».
Gli appassionati dei fenomeni paranormali ritengono che questa sia ipocrisia bella e buona e controbattono affermando che le idee di Wheeler e di altri fisici sono di gran lunga più estreme dei più fantasiosi concetti mai proposti da parapsicologi e ricercatori vari.

Dal canto loro, i fisici dei quanti affermano di fondare le proprie teorie sulla matematica e su tutta una mole di conoscenze coerenti che coprono la maggior parte del secolo. Costoro inoltre sottolineano i numerosi aspetti ormai dimostrati della Meccanica quantistica, come pure gli sviluppi tecnologici che questa disciplina ha offerto all'umanità.

Effettivamente i fisici hanno un certo vantaggio. La Meccanica quantistica è il fondamento della scienza dei laser, dell'elettronica avanzata e delle telecomunicazioni. Senza una comprensione di questa arca esotica della fisica non potrebbero esistere televisione, computer avanzati, viaggi spaziali; niente cd, niente comunicazioni globali, niente internet, niente chirurgia laser.

Al confronto della fisica, la parapsicologia continua a essere - fra quelli esplorati dall'uomo - uno dei campi più evasivi e resta impossibile descriverla e definirla con precisione, anche se effettivamente è impensabile che "le scienze" dalla psicologia alla medicina che studiano l'uomo possa essere ritenute in assoluto le più complesse, a conferma di ciò è impensabile in medicina applicare le sperimentazioni con il rigore di scienze come la fisica: arriveremmo al paradosso che la medicina è roba da .stregoni!

Stefano Calamita

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