CHANGE LANGUAGE | Home > Doc > Le frodi nell'ambito degli Edge Funds > 3.1 Le normative in merito agli Hedge Funds

Le frodi nell'ambito degli Edge Funds

1. Gli Edge Fund: Evoluzione Storica

2. Caratteristiche strutturali degli Hedge funds

3. Le frodi nel settore degli Hedge funds: aspetti introduttivi

4 le frodi più frequenti: copertura delle perdite di gestione

5. Gli altri tipi di illecito

6. Riflessioni quantitative sulle frodi

7. Le Frodi in Italia: il caso comune di Milano

8. I possibili interventi a riduzione degli illeciti

9. Conclusioni

Bibbliografia e Sitografia

Le frodi nell'ambito degli Edge Fund

3.1 Le normative in merito agli Hedge Funds

E’ ormai risaputo che la regolamentazione del mercato finanziario identifica tre obiettivi da conseguire con la propria azione:

 Proteggere l’investitore;  Garantire la stabilità finanziaria;  Preservare l’integrità del mercato.

La protezione dell’investitore nell’ambito degli Hedge Funds non richiede ulteriori interventi, poiché il legislatore ha già imposto notevoli limitazioni alla capacità di investimento in tali organismi a categorie di soggetti per i quali è richiesta un’adeguata professionalità in campo finanziario e/o consistente patrimonio, l’investitore tipico in questi strumenti finanziari detiene quindi le risorse necessarie per accertare e controllare il rischio del proprio investimento.

Per quanto concerne il secondo obiettivo, perseguire la stabilità finanziaria, era opinione comune a molti regolatori che questi fondi non rappresentassero un incentivo al rischio sistemico più di qualsiasi altra istituzione finanziaria. Questa ottimistica visione è espressa chiaramente in un rapporto del Fondo Monetario Internazionale, redatto sulla base di una serie di interviste condotte presso diverse autorità regolatrici, pubblicato meno di sei mesi prima della vicenda LTCM11: “I

regolatori sembrano generalmente soddisfatti del fatto che gli Hedge Funds non pongano particolari problemi al rischio sistemico e l’attuale regolamentazione sia adeguata all’eventuale gestione di un rischio di questo tipo”12.

Gli eventi successivi alla crisi del fondo LTCM hanno manifestato la fallacità di tali asserzioni. La vigilanza prudenziale esercitata sugli intermediari, volta ad assicurare un adeguato monitoraggio ed un attenta gestione del rischio controparte, ha palesato non poche smagliature. E’ bene comunque riconoscere che non tutti gli Hedge Funds hanno la potenzialità di creare queste tipologie di problematiche: molti fondi che non detengono posizioni consistenti, che non fanno uso di leve elevate o che agiscono con strategie di nicchia, incrementano la profondità del mercato e ne migliorano l’efficienza. La minaccia alla stabilità finanziaria proviene soprattutto dai cosiddetti “grandi Hedge Funds”.

Si parla – infine - di minaccia all’integrità del mercato nel momento in cui l’incremento di volatilità è frutto di decisioni operative coscientemente intraprese. La regolamentazione cerca quindi di evitare le manipolazioni dei prezzi di mercato. Alcuni strumenti in uso per conseguire tale obiettivo, come norme sull’insider trading, limiti alle posizioni, priorità degli ordini di esecuzione, sono applicati a tutti gli operatori, compresi questa particolare tipologia di fondi di investimento. Nei paragrafi seguenti, saranno prese in considerazione le diverse normative su questi fondi vigenti negli Stati Uniti d’America – lo stato in cui essi sono stati costituiti per la prima volta - e in Italia.


11 Il fondo “Long Term Capital Management” (LTCM) era un fondo speculativo nel cui board figuravano grandi protagonisti del mondo economico. Fu istituito nel 1994 da Meriwether ed il suo team proveniente dalla Salomon Brothers e si basò sui modelli matematici creati dai premi Nobel Robert C. Merton e Myron Scholes. Esso compiva, perlopiù, operazioni di arbitraggio economico. Vi lavorarono anche Eric Rosenfeld, Greg Hawkins, Larry Hilibrand, William Krasker, Dick Leahy, Victor Haghani, James McEntee, Robert Shustak, David W. Mullins Jr.. Il fondo LTCM possedeva un capitale gestito di 4 miliardi di dollari, ma tramite leve finanziarie molto ampie operò con esposizioni in alcuni casi sino a 1200 miliardi di dollari. Nei primi anni riuscì a produrre rendimenti netti annui di circa il 40% . Numerosi erano i gestori che replicavano le strategie di investimento di LTCM, col risultato che alcuni errori commessi dal fondo sono stati effettuati anche da chi utilizzava le medesime strategie. Tutto questo, unitamente alla crisi della Russia e al grande utilizzo della leva finanziaria da parte di LTCM, ha reso il suo collasso drammatico, richiedendo, nel 1998, l'intervento diretto della FED a sostegno di tale società, al fine di evitare il peggio. Dopo LTCM, Meriwether nel 2000 ha lanciato “JWM partners”,

insieme ad Haghani, Hilibrand, Leahy, e Rosenfeld, operando con gli stessi modelli matematici sebbene con esposizioni finanziarie minori. (Fonte: Wikipedia)

[12] B.J. Eichengreen – D.Mathieson, op.cit, pag. 12

Sansoldo Fabrizio

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