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Il mercato italiano dei fondi di investimento socialmente responsabili

Premessa

L'offerta di fondi socialmente responsabili

Criteri etici e il processo di selezione degli investimenti

La dimensione del mercato italiano

Il profilo etico dei fondi

Il profilo economico dei fondi

Metodologia

Descrizione del campione

Risultati

Le commissioni

Conclusioni

Bibliografia

Il mercato italiano dei fondi di investimento socialmente responsabili

2.2 La dimensione del mercato italiano

Nel mondo esistono più di 500 fondi etici che gestiscono un patrimonio complessivo di circa 30 mld di euro. Al 31 dicembre 2001 in Europa i fondi etici erano circa 280, con un patrimonio gestito di poco superiore a 11 mld di euro e pari allo

0,42% del patrimonio complessivamente amministrato da fondi comuni di investimento. La quota più rilevante del mercato europeo è detenuta da Regno Unito, Svezia, Francia e Belgio a cui fa capo il 68% dei fondi (Avanzi SRI Research, 2002). Il mercato italiano dei fondi socialmente responsabili presenta dimensioni più contenute rispetto alla media europea: a fine febbraio 2003, i fondi socialmente responsabili di diritto italiano attivi sono 21 e gestiscono una quota pari a 0,35% del patrimonio complessivamente amministrato in Italia da fondi comuni di investimento. Tale mercato, tuttavia, è caratterizzato da dinamiche interessanti, almeno in termini di numero di fondi collocati. Nel panorama italiano dei prodotti di risparmio gestito, infatti, i fondi etici hanno fatto la loro comparsa all'inizio degli anni Novanta con il fondo Sanpaolo Salute e Ambiente collocato nell'aprile del 1990; fino al 1994 il fondo Sanpaolo Salute e Ambiente è stato l'unico fondo etico (green) offerto in Italia.

A cavallo tra la prima e la seconda metà degli anni Novanta il comparto dei fondi socialmente responsabili ha visto la nascita di sei nuovi fondi, ma è solo a partire dal 2000 che questo mercato è diventato particolarmente attivo: 14 dei 21 fondi socialmente responsabili attualmente esistenti sono stati collocati tra il 2000 e il 2003 (tabella 3). Ad offrire fondi socialmente responsabili sono prevalentemente istituzioni finanziarie tradizionali, per lo più operatori di grandi dimensioni, per i quali tali fondi rappresentano uno degli strumenti che compongono la gamma di prodotti di risparmio gestito offerti alla clientela. Al momento vi sono solo due Sgr che operano esclusivamente nel segmento etico del risparmio gestito: la Agenzia Europea degli Investimenti Sgr [2], che gestisce il Fondo "ETIF", ed Etica Sgr, società di gestione di Banca Etica [3], che a fine febbraio 2003 ha lanciato tre fondi comuni di investimento socialmente responsabili (Valori Responsabili Monetario, Obbligazionario misto, Bilanciato). Il mercato è concentrato presso Sanpaolo IMI Sgr, che detiene con i suoi quattro fondi etici, più del 79% del risparmio complessivamente investito in fondi socialmente responsabili italiani. Le ragioni di tale posizione di rilievo sono riconducibili in primis

al fatto che Sanpaolo Sgr è la prima società di gestione italiana per ammontare di risparmio gestito (21,5% del risparmio complessivamente gestito da intermediari italiani a fine gennaio 2003. Assogestioni, 2003). Inoltre, i fondi etici Sanpaolo sono stati tra i primi ad essere collocati sul mercato italiano e la sottoscrizione di quote è stata promossa con ingenti investimenti pubblicitari

Tabella 3. Tipologia di fondi socialmente responsabili
Denominazione fondo Data colloc. Categoria fondo Tipologia di fondi socialmente responsabili Devoluzione * Patrimonio gestito
Sanpaolo Salute e Ambiente apr-90 Az etico (green)   115,5
GestNord Azioni Ambiente feb-94 Az etico (green)   3,7
Bipielle Fondicri etico Roma Caput Mundi lug-94 Az etico (green)   108,4
Sanpaolo Azionario internazionale etico lug-96 Obb etico e charity   61,8
Sanpaolo Obbligazionario estero etico giu-97 Az etico e charity I 451,5
Sanpaolo Obbligazionario etico giu-97 Obb etico e charity I/S 19,3
Bnl Telethon giu-97 Obb etico e charity I/S 427,4
Ducato Etico Globale (Ex Ducato Ambiente) nov-00 Obb etico e charity I/S 15,7
Ducato Etico Civita (Ex Ducato Civita) giu-01 Az etico I/S 18,7
Fondo "ETIF" giu-01 Fless etico e charity I 9,2
Gestielle Etico Azionario ago-02 Bil etico S 4,3
Gestielle Etico Bilanciato 30 set-02 Az etico e charity S 13,4
Gestielle Etico Obbligazionario set-02 Bil etico e charity S 8,2
Aureo WWF Pianeta Terra set-02 Obb etico e charity I/S 17,3
Zenit Etico e Ricerca set-02 Az etico (green) e charity I/S 0,5
Valori Responsabili Bilanciato ott-02 Az etico e charity I/S 0,7
Valori Responsabili Monetario feb-03 Bil etico e charity I/S n.d.
Valori Responsabili Obbligazionario Misto feb-03 Obb etico e charity I/S n.d.
Totale patrimonio gestito con FSR Totale patrimonio gestito Incidenza % feb-03 Obb etico e charity   1.275,4 359.460,7 0,35%
GEO European Ethical (riservato) Ott-00 Bil etico    
Investietico Giu-01 Immob etico e charity S  

Dati 31 gennaio 2003, ml di euro. * I = devoluzione dei proventi dell'investitore; S = devoluzione dei proventi della società di gestione Fonte: Assogestioni e prospetti informativi.

La quasi totalità dei fondi etici di diritto italiano (19 su 21) è rappresentata da fondi comuni aperti di cui 8 fondi azionari, 7 obbligazionari, 3 bilanciati e 1 flessibile.

Investietico, gestito da BPM Real Estate, è un fondo immobiliare e pertanto chiuso, mentre GEO European Ethical, promosso da Intesa Asset Management Sgr e gestito da Sanpaolo IMI Institutional AM, è un fondo riservato, destinato cioè a investitori istituzionali anziché retail [4]. Investietico e GEO European Ethical, tenuti a margine della tabella, saranno esclusi dall'analisi delle caratteristiche extrafinanziarie e finanziarie in quanto si tratta di fondi la cui offerta non è destinata a investitori retail. Nel presente lavoro si intende invece analizzare un mercato omogeneo in termini di tipologia della domanda. Sempre al fine di garantire omogeneità nell'analisi, non sono stati presi in considerazione i fondi etici esteri armonizzati [5] presenti sul mercato italiano [6]. I fondi esteri hanno una tradizione più consolidata nei prodotti di gestione del risparmio socialmente responsabili, ma le caratteristiche di eticità non emergono dai prospetti informativi, che sono più sintetici di quelli dei fondi di diritto italiano. Anche l'analisi delle caratteristiche finanziarie, e in particolare delle commissioni, porterebbe a risultati distorti: l'investitore italiano sembra gradire un modello di diluizione dei costi che determina costi di gestione mediamente più elevati di quelli di altri paesi a fronte di costi di entrata e switch più bassi (Lipper, 2002). Peraltro, la raccolta in Italia dei fondi socialmente responsabili esteri è praticamente pari a zero. Ciò è riconducibile in parte alla circostanza che i fondi esteri sono arrivati sul mercato domestico solo a partire dalla seconda metà del 2001, e anche i fondi di diritto italiano collocati dopo tale data gestiscono un patrimonio in media più basso rispetto a quello dei fondi collocati precedentemente, ma soprattutto al fatto che i gestori esteri si appoggiano alle reti di vendita di banche italiane per collocare i propri prodotti e queste ultime, a meno di poco probabili esplicite richieste, tendono a proporre alla clientela i propri prodotti, anche quando nella gamma di offerta non sono presenti i fondi etici.

Di fatto, quindi, per l'investitore - la cui ottica è quella che si vuole analizzare - la scelta tra sottoscrivere fondi etici o non etici si pone con riferimento all'offerta dei gestori italiani. Le colonne "tipologia di FSR" e "devoluzione" della tabella 3 sono di particolare interesse poiché evidenziano un approccio progressivamente più ampio e articolato alle questioni legate al socially responsible. Fino alla metà degli anni Novanta l'offerta di fondi etici era limitata alla sottocategoria dei fondi verdi. Il criterio alla base della selezione di questi investimenti, ovvero il rispetto dell'ambiente, è infatti relativamente semplice e non pone problemi connessi alla definizione di un concetto più allargato di socially responsible. D'altro canto è verosimile ritenere che, tra tutti gli atteggiamenti che rientrano nella sfera della responsabilità sociale, il primo ad assumere rilevanza sia stato quello di una maggiore sensibilità verso l'ambiente e la sua tutela; da qui l'offerta di un prodotto in grado di soddisfare i nuovi bisogni espressi dalla domanda. Tutti i fondi verdi sono azionari e questo perché i fondi obbligazionari investono anche in titoli emessi da emittenti sovrani e organismi internazionali per i quali sarebbe improponibile uno screening basato su criteri ambientali. Nella seconda metà degli anni Novanta inizia il collocamento dei fondi socialmente responsabili. I primi sono prevalentemente obbligazionari o bilanciati; è probabile che anche in questo caso una delle principali motivazioni sia individuabile nella maggior facilità di applicare criteri di selezione ai titoli emessi da enti governativi limitandosi alla verifica di alcuni parametri come il rispetto dei diritti umani o l'esclusione di Paesi con regimi oppressivi, piuttosto che effettuare uno screening sulle singole aziende per tutti gli investimenti in portafoglio.

Anche se l'evoluzione nel tempo delle diverse tipologie di fondi etici offerti in Italia sembra riflettere un approccio più articolato al tema etico, vi è tuttavia una caratteristica comune alla quasi totalità dei fondi che segnala il relativo grado di immaturità del mercato italiano di fondi socialmente responsabili. I fondi di diritto italiano, oltre ad essere socialmente responsabili, sono anche charity, ovvero devolvono una parte dei proventi conseguiti dall'investitore (I) e/o dalla società di gestione (S). Si tratta di una peculiarità dei prodotti italiani, riconducibile probabilmente al limitato sviluppo della cultura della finanza etica in Italia. La previsione di clausole di

devoluzione al fianco di criteri etici di gestione, prerogativa esclusiva dei fondi di diritto italiano, può rappresentare la soluzione per rendere più evidenti le caratteristiche di eticità del prodotto agevolandone il collocamento sul mercato. All'estero, invece, dove la cultura della responsabilità sociale ha una tradizione più radicata, il carattere etico del fondo è qualificato unicamente dalle politiche di gestione, piuttosto che da scelte relative alla devoluzione.

Nella situazione italiana, nella maggior parte dei casi la devoluzione è effettuata sia dall'investitore, che devolve una parte dei ricavi ottenuti oppure versa, in aggiunta alla commissione di sottoscrizione, un ammontare di denaro che sarà devoluto in beneficenza, sia dalla società di gestione, che devolve una parte delle commissioni di gestione. Va rilevato che quest'ultima circostanza può incidere sulla dimensione delle commissioni di gestione a carico dei fondi socialmente responsabili: il gestore potrebbe "rivalersi" sull'investitore applicando una commissione di gestione più elevata rispetto ai fondi non etici.


[2] La Agenzia Europea degli Investimento Sgr, nata nel luglio del 2001, è controllata dalla Agenzia Europea degli Investimenti Spa, società costituita nel febbraio 2001 e avente per oggetto l'assunzione di partecipazioni in società dei gestione del risparmio volte alla costituzione di fondi di investimento (Gavazzoli Schettini J., 2002; http://www.giornaletecnologico.it/hitech/200602/23/43fc526a00ab6/)

[3] Banca Etica, autorizzata dalla Banca d'Italia nel dicembre 1998, è l'unica istituzione finanziaria italiana che opera senza il tradizionale scopo di lucro nel rispetto di principi di cooperazione e solidarietà (www.bancaetica.it).

[4] I fondi riservati sono fondi, aperti o chiusi, riservati a investitori qualificati ricompresi entro una categoria molto ampia di operatori con specifiche competenze in materia di investimenti finanziari (banche, Sgr, SICAV, SIM, fondi pensione, fondazioni bancarie, ...).

[5] I fondi esteri armonizzati sono fondi comuni di investimento che, essendo conformi alle direttive comunitarie in materia di OICR, possono essere commercializzati all'interno della UE in regime di mutuo riconoscimento.

[6] I fondi esteri armonizzati presenti sul mercato italiano sono: Global Environmental & Ethical (Pioneer funds), Invest Sustainable Growth (ING), Global Sustainable Investment Fund (Henderson Horizon Fund), Sustainable Equities Europe (Pictet Fund), Euro Socially Responsible Growth (Privilege Portfolio), Eco Performance (UBS Equity Fund), Global Sustainability (Credit Suisse Equity Fund), Sarasin OekoSar Portfolio, Global Ethical Funs (Sella Global Strategy, Ethical Index Euro Tracker (Mellon, Global Fund), Ethical Index Euro (NextTracker).

Pubblicazione della Prof Daniela Vandone

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