CHANGE LANGUAGE | Home > Biografie & esperienze > Gli uomini che hanno scritto la storia della finanza > William F. Sharpe (1934), Premio Nobel per l’Economia 1981

Gli uomini che hanno scritto la storia della finanza

Premessa

I pionieri

Louis Bachelier

Alfred Cowles

Sir John Burr Williams

Frederick R. Macauley

La Moderna Teoria di Portafoglio

Harry M. Markowitz

I principi base della teoria di Markowitz

La costruzione della frontiera efficiente

James Tobin

Il modello di Tobin

Sharpe - Il Single Index Model

Sharpe - Il significato del coefficiente beta

La Teoria delle Opzioni

Fisher Black Myron S. Scholes

Il modello Black-Scholes

Caratteristiche del "derivato"

Caratteristiche del portafoglio P

Semplicemente. Black & Scholes

"Le greche"

John C. Cox, Stephen A. Ross, Mark E. Rubinstein

Il modello binomiale

Finanza Aziendale

Myron J. Gordon

Franco Modigliani Merton Miller

Il Modello "M&M"

La Teoria del Mercato Efficiente

Eugene F. Fama

Conclusioni

Gli uomini che hanno scritto la storia della finanza

Pionieri - Sir John Burr Williams (1902-1989)

Sir John Burr Williams era in piena salute quando scomparve, alla veneranda età di ottantasette anni, nel 1989 lasciando dietro di sé un vuoto incolmabile ed una impronta indelebile sulla teoria della finanza. Williams iniziò ad interessarsi di economia relativamente tardi, nel 1930: nel suo percorso da “undergraduate student” ad Harvard, infatti, i suoi studi si erano concentrati soprattutto sulla matematica e sulla chimica. Dopo la laurea, conseguita nel 1923, Williams iniziò a collaborare dapprima con la Harvard Business School e, in seguito, con una importante agenzia di brokeraggio col ruolo di analista.

Diversi anni dopo, Williams ricorderà queste esperienze con le seguenti parole: “La stima del valore corretto di un titolo era un vero puzzle. L’esperienza mi aveva insegnato che per essere un buon analista, occorreva anzitutto essere esperti economisti.” Fu così che Williams decise di iscriversi alla Graduate School of Arts and Sciences di Harvard nel 1932 per prendere un Ph.D in economia.

Al momento di redigere la sua tesi di dottorato, Williams discusse con uno dei più grandi docenti di Harvard, Joseph Alois Schumpeter al fine di scegliere un tema appropriato. Schumpeter suggerì a Williams di studiare il valore intrinseco delle azioni, anche in considerazione delle passate esperienze professionali di Williams. In realtà Schumpeter, suggerendo tale argomento, fece una sorta di favore a Williams: gli diede, cioè, l’occasione di sfidare i preconcetti tipici dell’ambiente accademico di Harvard, il quale si era sempre mostrato ostile alle sue idee in tema di investimenti finanziari.

Williams completò la sua tesi nel 1937, e, ancor prima di aver conseguito il proprio dottorato, la spedì alla casa editrice Macmillan per la pubblicazione. Il manoscritto fu respinto poiché conteneva “simboli algebrici”: la McGraw-Hill oppose lo stesso diniego. Il lavoro fu finalmente pubblicato, dietro parziale copertura delle spese di stampa da parte dello stesso Williams, nel 1938 dalla Harvard University Press col titolo “The Theory of Investment Value”.

Williams discusse la sua tesi solo nel 1940: nella commissione, oltre a Schumpeter, sedevano Wassily Leontief e un John Hansen particolarmente disturbato dal fatto che il lavoro fosse stato pubblicato prima di essere discusso. Solo dopo un intenso dibattito a Williams fu concesso il Ph.D.

“The Theory of Investment Value” può essere ragionevolmente considerato come il lavoro dal quale tutta la moderna teoria finanziaria trae spunto. Williams anticipò concetti che vennero ripresi diversi anni dopo da autori come Markowitz, Modigliani-Miller e Fama.

Dott. Andrea Castiglione

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