CHANGE LANGUAGE | Home > Biografie & esperienze > Gli uomini che hanno scritto la storia della finanza > Finanza Aziendale - Franco Modigliani, Merton Miller

Gli uomini che hanno scritto la storia della finanza

Premessa

I pionieri

Louis Bachelier

Alfred Cowles

Sir John Burr Williams

Frederick R. Macauley

La Moderna Teoria di Portafoglio

Harry M. Markowitz

I principi base della teoria di Markowitz

La costruzione della frontiera efficiente

James Tobin

Il modello di Tobin

Sharpe - Il Single Index Model

Sharpe - Il significato del coefficiente beta

La Teoria delle Opzioni

Fisher Black Myron S. Scholes

Il modello Black-Scholes

Caratteristiche del "derivato"

Caratteristiche del portafoglio P

Semplicemente. Black & Scholes

"Le greche"

John C. Cox, Stephen A. Ross, Mark E. Rubinstein

Il modello binomiale

Finanza Aziendale

Myron J. Gordon

Franco Modigliani Merton Miller

Il Modello "M&M"

La Teoria del Mercato Efficiente

Eugene F. Fama

Conclusioni

Gli uomini che hanno scritto la storia della finanza

Il Modello M&M

La risorsa più ricca di un’impresa è costituita dai flussi di cassa generati dalle proprie attività: se l’impresa è completamente finanziata con capitale azionario tutti questi flussi appartengono agli azionisti; se, invece, l’impresa si finanzia in parte con capitale obbligazionario, occorre distinguere i flussi “azionari” da quelli “obbligazionari”. L’insieme dei titoli emessi da una qualsivoglia impresa è detta struttura finanziaria: Modigliani e Miller dimostrano che in mercati perfetti la politica dei dividendi e le decisioni di finanziamento sono irrilevanti.

“La proposizione I”

Se si fosse responsabili finanziari di una qualsivoglia impresa e ci si ponesse il problema di trovare la combinazione di fonti di finanziamento che massimizzano il valore dell’impresa ci si chiederebbe: come fare?

Modigliani e Miller risponderebbero che questo non è un problema, visto che in mercati perfetti le scelte di finanziamento sono tutte equivalenti. Immaginiamo due imprese, A e B, che generano lo stesso flusso di reddito e che sono tra loro diverse solo per la struttura finanziaria. L’impresa A non è indebitata, per cui il valore del suo capitale netto EA coincide col valore globale dell’impresa VA . In formula:

Per l’impresa B, indebitata, il valore delle azioni EB sarà uguale al valore dell’impresa VB meno il valore del debito DB :

A prima vista l’impresa nella quale converrebbe di più investire sembrerebbe l’impresa non indebitata, cioè l’impresa A: ebbene, Modigliani e Miller dimostrano che ciò non è vero e che visto che entrambi gli investimenti debbono avere lo stesso costo, si può concludere (è proprio questa la famosa “proposizione I”) che il valore di mercato di qualsiasi impresa è indipendente dalla struttura finanziaria.

La proposizione II

La seconda proposizione di Modigliani e Miller afferma che il tasso di rendimento atteso delle azioni ordinarie di una impresa indebitata aumenta in proporzione al rapporto debito/capitale netto (D/E) espresso a valori i mercato. Il tasso di aumento dipende dalla differenza fra rA , il tasso di rendimento atteso di un portafoglio comprendente tutti i titoli dell’impresa, e rD, il rendimento atteso del debito.Se l’impresa non è indebitata si avrà rA = rD.

Dott. Andrea Castiglione

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