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Il contratto di riporto e il prestito titoli

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Il contratto di riporto e il prestito titoli

Con la negoziazione per contanti non è più possibile operare allo scoperto , salvo l'ipotesi di chiudere l'operazione in giornata. Il venditore A che negozia il lunedì deve disporre già in quella data dei titoli da consegnare altrimenti non è in grado di adempiere alla liquidazione del contratto.

Esempio

Il signor A un lunedì vende allo scoperto 1.000 azioni a ; il giorno seguente acquista 1.000 azioni a .

Il signor A non è in grado di adempiere alla consegna dei titoli venduti (giovedì di borsa aperta), perché riceve i titoli acquistati il giorno successivo (venerdì di borsa aperta). Il signor A è scoperto alla data di liquidazione della vendita.

Allo stesso modo, chi acquista e non ha il contante , non è in grado di adempiere anche se cede quei titoli o altri, il giorno successivo.

La liquidazione per contanti non preclude l'operatività a chi non possiede i titoli o denaro e se li procura tempestivamente con un'operazione di riporto o di prestito.

Il contratto di riporto soddisfa le esigenze sia del venditore che del compratore allo scoperto, consentendo al primo di disporre dei titoli e al secondo di avere la liquidità per il tempo stabilito dal contratto.

Ai sensi del codice (art.1548 C.C.), "il riporto è il contratto per il quale il riportato trasferisce in proprietà al riportatore titoli di credito di una data specie per un determinato prezzo, e il riportatore assume l'obbligo di trasferire al riportato, alla scadenza del termine stabilito, la proprietà di altrettanti titoli della stessa specie, verso il rimborso del prezzo, che può essere aumentato o diminuito nella misura stabilita" .

In sintesi, il riporto è un compravendita temporanea, in cui il riportato cede i titoli a pronti e li riacquista a termine; il riportatore acquista i titoli a pronti e si impegna a venderli a termine .

•  Il riportato è colui che cede i titoli a pronti e si impegna a riacquistarli a termine dal riportatore alle condizioni prestabilite;

•  Il riportatore è colui che acquista i titoli a pronti e si obbliga a rivenderli a termine al riportato alle condizioni prestabilite.

Con la liquidazione a contanti, il riportato è un rialzista che ha necessità di finanziarsi. E' un compratore che si procura le risorse per adempiere dando gli stessi titoli o altri a riporto.

Se il riportato è un rialzista, il riportatore è un ribassista allo scoperto che contestualmente alla vendita dei titoli li prende a riporto per poterli consegnare il giorno di liquidazione.

•  Il riportato è un rialzista che ha necessità di finanziarsi;

•  Il riportatore è un ribassista che ha la necessità di disporre dei titoli

Durante la vita del contratto, il diritto di voto spetta al riportatore mentre quelli accessori ( dividendi, diritti d'opzione e di assegnazione) al riportato; per questa ragione il contratto è stipulata anche da chi desidera incrementare la propria quota di partecipazione o da chi non socio desidera essere presente all'assemblea.

In borsa è ammesso un negozio denominato riporto a contante di azioni, obbligazioni convertibili e warrant quotati .Il contratto è concluso con trattativa diretta e modalità libere, tra intermediari autorizzati ( banche , SIM, agenti di cambio ecc.).

Il riporto di borsa ha durata massima di 30 giorni dalla liquidazione dell'operazione a contanti e può essere estinto in anticipo.

Si distingue il "riporto titoli" ( "domando titoli e offro lire") da quello "lire" ( "domando lire e offro titoli"). Il "riporto titoli" è concluso dall'investitore ribassista che ha venduto allo scoperto; a lui compete la facoltà di estinzione anticipata del contratto.

Il "riporto lire" è stipulato da chi rialzista ha acquistato l'azione ma non dispone di liquidità; la facoltà di estinzione anticipata compete al rialzista.

Il controvalore in denaro a termine può essere maggiore o minore di quello a pronti. Nell'ipotesi di un riporto titoli, il riportatore riconosce un interesse ( saggio di deporto) a chi gli presta i titoli e l'importo a scadenza è inferiore alla somma a contanti, la differenza prende il nome di deporto.

Nel caso di riporto denaro, è colui che chiede il finanziamento ( il riportato) a dover riconoscere al riportatore un interesse ( saggio di riporto) e la somma a termine è maggiore di quella a pronti.

Esempio

Un venditore allo scoperto di 5.000 titoli A conclude un contratto di riporto titoli alle seguenti condizioni:

prezzo di mercato delle azioni A = 15 eu

scarto di garanzia = 20%

deporto = 0,09 eu per azione

durata = 30 giorni

T = 0

Il riportato trasferisce al riportatore titoli della società A per 75.000 eu e il riportatore versa al riportato il controvalore di 52.500 eu:

controvalore al netto dello scarto di garanzia = 75.000 x (1 - 0,30) = 52.500

T = 30

Il riportatore trasferisce al riportato 5.000 titoli della società A e il riportato versa al riportatore

la somma di 52.050 eu

Controvalore al netto del deporto = [52.500 - (0,09 x 5.000)] = 52.050 eu

Il costo ( il rendimento) per il riportatore ( per il riportato) è pari al 10,43%

[(48.000 / 52.500) - 1](36.500 / 30) = 10,43%

Il prestito titoli è un contratto in cui:

•  Il prestatore ( "lender"), trasferisce in proprietà al prestatario ("borrower"), un certa quantità di titoli per un termine concordato ma non superiore ad un anno;

•  Il prestatario (prenditore a prestito) corrisponde al "lender" (datore a prestito) il controvalore aumentato di un margine a garanzia di eventuali fluttuazioni di prezzo dei titoli. Il margine ha la funzione di scoraggiare il "borrower" dall'inadempimento in caso di rialzo della quotazione. Il margine è infruttifero.

Alla scadenza del contratto:

•  Il "borrower" restituisce i titoli e paga il prezzo del prestito,

•  Il "lender" restituisce il controvalore iniziale aumentato del margine , tiottiene i titoli e incassa il prezzo convenuto.

Il rapporto tra prestatore e prestatario è spesso intermediato dalla presenza di un operatore specializzato che agisce da "agente"; costui si interpone tra le parti per consentire una più facile conclusione del contratto, ma lo stesso intermediario può essere controparte assumendo, a seconda del caso, la figura di colui che presta o prende a prestito.

Il contratto di prestito è traslativo della proprietà dei titoli e ad essa si accompagna quella dei diritti accessori che sono nella piena disponibilità del prestatario (dividendi, diritto di voto e di opzione, ogni altro diritto ed onere relativo ai titoli stessi).

Il prezzo del prestito o compenso per il prestatore è determinato, in genere, in forma di interesse. L'importo è aumentato di una somma corrispondente ai proventi derivanti dai titoli nel periodo di durata del contratto ed incassati dal prestatario per effetto del passaggio di proprietà.

Per gli aderenti alla Monte Titoli è attiva una procedura centralizzata di prestito titoli della durata di un giorno di borsa aperta per soddisfare esigenze di liquidazione. Il contratto attribuisce alla società un mandato a concludere in nome e per conto dell'aderente, negozi in cui l'aderente stesso può assumere la figura di colui che da o riceve a prestito. La Monte Titoli opera come agente e dunque gli effetti economici e finanziari del contratto ricadono sulle sole parti contraenti. Queste inseriscono nel sistema telematico le offerte di prestito , permanenti o temporanee, potendo indicare anche i "borrowers" con cui sono disponibili a concludere. I prenditori a prestito si distinguono in richiedenti automatici (lo scoperto in liquidazione attiva la richiesta) o discrezionali ( su esplicita richiesta).

Le offerte e le domande sono combinate in modo automatico secondo criteri di priorità (prima le automatiche poi le altre): Il margine ("hair cut") è in contanti e va aggiunto al prezzo di riferimento del giorno precedente (controvalore). Il compenso al prestatore è rappresentato da una commissione fissa e da un tasso d'interesse.

Nella pratica si sono affermati i contratti di prestito di durata trimestrale stipulati da banche con operatori che vendono allo scoperto. L'intermediario blocca sul conto del cliente prenditore a prestito il controvalore della cessione e l'importo del margine. Alla ricopertura, il cliente ha accreditato la restituzione del margine e la differenza tra ricavo della vendita iniziale e il costo per l'acquisto dei titoli. E' prevista la ricopertura automatica (acquisto dei titoli) se la quotazione sfonda una data barriera di incremento di prezzo. La banca inserisce un ordine di stop-loss e chiude la posizione di vendita allo scoperto.Il compenso per l'istituto è una commissione più un interesse applicato sul controvalore iniziale.

Prof. F. Caparrelli

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