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La Struttura a Termine dei Tassi di Interesse e Trading su Titoli: un Approccio con il Modello CIR al Mercato Italiano dei BTP

Introduzione: obbiettivo e struttura dell'analisi empirica

Lo schema analitico di riferimento: il modello CIR

Dati e procedura di stima - Cross-section giornaliera (c.s.g.) e cross-section settimanale (c.s.s.)

Dati e procedura di stima - Risultati empirici sui tassi euro e swap

Dati e procedura di stima - La costruzione dei prezzi equi per i BTP

Il contenuto informativo dei residui

Rendimento (di mercato) e rendimento atteso (equo) per periodo di detenzione

Test di regressione

Test di regressione con mercato "moderato"

Test con regola dei Segnali Impliciti per il trading. Ottica ex-post.

Test con regola dei Segnali Impliciti per il trading. Ottica ex-ante.

Trading con i Segnali Impliciti e alta volatilità: il ruolo della cross-section settimanale e del "lagged" trading

Conclusioni

Fulvio Pegoraro:

La Struttura a Termine dei Tassi di Interesse e Trading su Titoli: un Approccio con il Modello CIR al Mercato Italiano dei BTP

Keywords: Modelli Econometrici

In tale articolo si valuta l’abilità del modello stocastico univariato di Cox, Ingersoll e Ross di identificare titoli caratterizzati da mispricing, ovvero caratterizzati da una condizione di sopravvalutazione (prezzo di mercato superiore al prezzo equo) o di sottovalutazione (prezzo di mercato inferiore al prezzo equo), e di fornire, conseguentemente, informazioni utili per il trading.

L’analisi empirica ha evidenziato non solo la capacità del modello CIR di ottenere informazioni economicamente rilevanti (capaci di condurre ad arbitraggi profittevoli), ma ha anche dato una prova importante del seguente legame: migliori sono le stime dei prezzi equi e maggiore sarà l’affidabilità delle informazioni fornite dai “pricing errors” sul mispricing dei titoli.

L’analisi condotta ha evidenziato, inoltre, come il modello CIR (utilizzando le stime costruite con crosssection giornaliera e settimanale) sia “economicamente razionale” in quanto capace di adeguare i segnali per l’arbitraggio al livello di volatilità del mercato: tale modello sembra essere in grado di descrivere un’attività di trading (razionalmente) sensibile al maggior rischio connesso alla maggior volatilità.

Fulvio Pegoraro

GRETA Associati, Venezia

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