Introduzione: cosa è un sistema di trading
Sezione1
Esempi di segnali di entrata [a]
Esempi di segnali di entrata [b]
Esempi di segnali di entrata [c]
Regole di stop-loss e di stop-profit
Esempio. Parte I: progettazione di un sistema di trading
Sezione2
I dati da usare per l'analisi dei sistemi di trading
L'ottimizzazione dei parametri del sistema
Osservazioni sulla metodologia dell'ottimizzazione
Osservazioni sul significato dell'ottimizzazione
La simulazione in forward testing
Uso combinato dell'ottimizzazione in back testing e del forward testing
"Fine tuning" del sistema di trading
Esempio. Parte II: il test di un sistema di trading
Sezione3
La validazione del sistema: rendimento e rischio
Analisi della distribuzione del MDD
Un raffinamento dell'analisi del MDD
L'analista identifica soggettivamente le dimensioni del ritorno e del rischio che gli paiono più importanti, ad esempio il profitto del sistema, il drawdown massimo (MDD), il rapporto W/L tra operazioni in utile ed in perdita e la volatilità dei ritorni (standard deviation). Quindi egli assegna soggettivamente un peso (tra 0 e 1) a ciascuna di queste dimensioni. I pesi, complessivamente presi, devono sommare all'unità. Questi pesi rappresentano in un certo senso la propensione al rischio e perciò non dovrebbero essere variati spesso. Infine si calcola un indice medio ponderato che rappresenta una sorta di punteggio per quel particolare sistema e questo permette il raffronto con altri sistemi.
Esempio. Assumiamo di aver ricavato dal forward testing i seguenti dati relativi ai sistemi A, B e C.

L'ultima riga della tabella riporta i pesi assegnati soggettivamente ai tre fattori considerati. Calcoliamo quindi il punteggio per questi sistemi:

Notiamo che 100 viene assegnato al sistema che per un determinato fattore presenta il valore massimo (o preferito), così al sistema A viene dato 100 per il fattore MDD perchè ha il drawdown meno elevato di tutti. Gli altri valori sono parametrati su quello massimo in modo che un 75 rappresenta un valore del 25% peggiore di quello preferito e così via.
L'ultima colonna riporta il punteggio complessivo: è utile osservare che, pur avendo assegnato un grosso peso al profitto (0.65) il sistema migliore risulta essere A che non è il più profittevole, mentre la propensione al rischio ipotizzata fa sì che i sistemi B e C risultino quasi equivalenti.
In casi reali, la mia esperienza indica che è sempre meglio includere tra i fattori anche un indice di variabilità del ritorno (come la standard deviation del profitto) la quale, del resto, è la misura principe del rischio secondo la teoria finanziaria.
Questo metodo di classificazione e di comparazione dei sistemi è abbastanza rozzo, ma ha il vantaggio di essere facilmente comprensibile e molto veloce da calcolarsi. E' particolarmente utile nel caso che i sistemi presi in considerazione siano molti e si intenda avere una prima comparazione "quick and dirty" prima di procedere ad ulteriori analisi.
I sistemi di trading
Una rassegna delle principali metodologie utilizzate in analisi tecnica e dei loro pro e contro. L'articolo illustra anche una semplice metodologia per lo sviluppo di sistemi di trading automatici. Una versione ridotta di questo ampio (60+ pagine) articolo, è stata pubblicata sulla rivista "Bancaria" nel 1995.
A cura di Francesco Ceci